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Gabriele Cappelletti - Home -

L’INAFFERRABILE VISIONE

Pittura e scrittura in Paul Klee

Se l’invenzione figurativa della pittura può in più di un senso intendersi come una vera e propria scrittura creativa di mondi immaginari e possibili, tanto più questa interpretazione è appropriata per Paul Klee, che della scrittura fece un tema e un uso costante nelle sue creazioni e nelle sue riflessioni artistiche. L’immensa opera di Klee si è manifestata infatti attraverso le più diverse espressioni intellettuali, incidendo efficacemente sulle pratiche artistiche e filosofiche del ventesimo secolo. Il percorso proposto da Paolo Cappelletti per esplorare la profondità e la natura di tale influenza muove da un’analisi critica degli scritti teorici dell’artista svizzero, delle sue lezioni al Bauhaus e di alcune tra le sue opere più rilevanti, al fine di giungere alla comprensione del suo “pensiero pittorico” e della distintiva scrittura da cui esso deriva. La pratica pittorico-scritturale kleeiana, messa in relazione con le visioni di filosofi e artisti contemporanei, configura un luogo nel quale poter sperimentare l’arte come puro processo segnico; un luogo, come rileva l’Autore nell’Avvertenza del volume, ove Klee intese “il gesto pittorico e l’esperienza genealogica quali momenti contemporanei (…) come rigoroso esercizio fenomenologico della pratica artistica, il cui compito ultimo è, secondo il celebre motto kleeiano, quello di rendere visibile sondando quella zona misteriosa e inafferrabile donde deriva l’emergenza della visione e della figura”.

PAOLO CAPPELLETTI

Paolo Cappelletti (Milano 1968) si è laureato in filosofia e collabora con la cattedra di Filosofia teoretica dell’Università degli Studi di Milano. È da tempo curatore di mostre e di cataloghi su artisti contemporanei.

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